
CIVIDATE CAMUNO
"CIVITAS CAMUNNORUM"


Territorio
Situato nella media Val Camonica, sorge sulle rive del fiume Oglio,
su una pianura delimitata da uno sperone roccioso che lo delimita dai comuni di Breno e Bienno.
Verso sud ha una estesa pianura ancora oggi sgombra di edifici chiamata "Colture".
Ad oriente possiede parte del Parco del Barberino.
Storia
Città romana, è sorta su un precedente luogo abitato dell'età del ferro; nel medioevo è nominata come Civethate.
Nel XII secolo era sede di un gastaldo vescovile, forse espressione delle potenti famiglie degli Avogadro e dei Sala.
Lunedì 13 aprile 1299 Cazoino da Capriolo, camerario del vescovo di Brescia Berardo Maggi, si trasferisce a Civitate dopo aver visitato i territori delle pievi di Edolo e Cemmo
per continuare la stesura dei beni vescovili in Valle Camonica.
Il rettore è Guidone da Berzo, il presbitero Girardo, che giurano secondo la formula consueta fedeltà al vescovo, e pagano la decima dovuta.
Si segnala che la decima per metà andava al vescovo, per metà alla famiglia Da Palazzo, mentre il ponte sul fiume Oglio doveva essere mantenuto in comunità con Borno, Malegno ed Esine; Lozio e Berzo dovevano fornire invece un pilone a testa (subligam).
Nel 1364 Cividate avvia un contenzioso contro le comunità di Borno, Esine, Plemo e Lozio poiché le comunità non avevano rispettato il patto per le forniture delle sublighe del ponte che attraversava l'Oglio.
Nel 1415 Comincino Federici infeudava Cividate.
Nel 1537 viene ricostruito il ponte caduto a causa di un'alluvione.
Crollerà nuovamente nel 1700, determinando la morte per annegamento di due persone. Nel 1871 venne sostituito da una gettata in muratura, andata distrutta e ricostruita in seguito all'inondazione del 1960.
Tra il 1863 ed il 1887 Cividate assume il nome di "Cividate Alpino", ma a causa di confusioni burocratiche il paese assume il nome di "Cividate Camuno" a partire dal 1887.
Architetture religiose
Le chiese di Cividate Camuno sono:
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Parrocchiale di Santa Maria Assunta, sorge sull'area della cappella battesimale dedicata a san Giovanni Battista, sostituita dopo il mille dalla pieveromanica. Il portale con trabeazione romana proviene dalla chiesa di Santo Stefano, trasportato qui nel 1761 dall'arciprete Guadagnini. All'interno una tempera di Callisto Piazza raffigurante laVergine con Bambino ed i Ss Stefano, Lorenzo, Giovan Battista e Geroloamo.
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Chiesetta dei Beati Giuseppe Tovini e Mosè Tovini, antistante la chiesa parrocchiale, fino a pochi anni fa era la cappella delle suore e dell'asilo.
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Chiesa di Santo Stefano, domina il paese, vi si accede da una scala con quattro rampe senza altra possibilità d'accostamento (la scala porta la data 1770). Scavi archeologici hanno segnalato elementi precristiani.
Architetture civili
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Parco del teatro e dell'anfiteatro
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Torre medievale del XII-XIII secolo.
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Portali rinascimentali
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Villa Malaguzzi
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Monumento dei Caduti
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Casa Tovini
Chiesetta di Santo stefano
Patrono del paese che ha dato il nome al coro



Storia e descrizione
La chiesetta, di modeste dimensioni, sorge sulla cima dell'omonima rupe, dalla quale si domina l'intero abitato.
La sua fondazione conserva ancora tracce di muratura altomedievale con ciottoli e calce, ai quali si aggiungono le parti romaniche (monofore e campanile) e quattrocentesche fino alle ultime modifiche avvenute nel settecento, come la scalinata d'ingresso, l'allungamento verso ovest della struttura e l'apice del campanile "a cipolla".
All'interno vi sono tracce d'affresco attribuite a Giovanni Pietro da Cemmo o alla sua scuola, databile agli ultimi decenni del XV secolo.
Nella sacrestia sono invece presenti ex voto con Madonna, bambino, santo intercessore e donna implorante.
Nel 1989 un intervento di restauro ha coperto le pareti che in origine erano in pietra a vista, così come il pavimento che ha sostituito quello precedente in cotto.
Il ritrovamento di suppellettili in scavi effettuati intorno alla chiesa fa ritenere che la zona fosse precedentemente adibita ad abitazione.
Le fondamenta sono probabilmente databili al periodo carolingio. Nei pressi della rupe di santo Stefano è attualmente sotto analisi in possibile Capitolium della città romana di Cividate Camuno.
La torre


La Torre di Cividate Camuno (o Torre Federici) è un edificio medievale che sorge al centro dell'abitato attorno al quale si è sviluppato il centro storico del paese.
La sua realizzazione risale al XII secolo, e doveva essere un edificio con meno aperture e più feritoie rispetto all'attuale.
Nel corso del XIV secolo subisce un crollo che la dimezza verticalmente, e la ricostruzione alla fine dello stesso secolo, è opera della famiglia Federici risale al 1390, come riportato dalla data sul portale sud in pietra simona.
L'interno è costituito di sette livelli di cui uno interrato, e solo il piano terra è coperto da una volta a botte, mentre gli altri piani hanno impalcati in legno.
Al complesso vanno associati altri elementi che facevano parte del recinto fortificato che la attorniava.
All'inizio del novecento era stata ipotizzata la sua trasformazione in museo archeologico.
Teatro e Anfiteatro Romano

Il Parco Archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro, aperto dal 2003, è un Istituto di proprietà statale destinato alla pubblica fruizione, creato al fine di tutelare, conservare e valorizzare i resti archeologici del quartiere degli edifici da spettacolo dell’antico centro romano di Civitas Camunnorum.
Il Parco offre un eccezionale spaccato della città antica vantando i resti di un anfiteatro, riportato interamente alla luce nelle strutture perimetrali, e di un teatro, oggi visibile per un terzo del totale. Completano il complesso una serie di strutture e di ambienti di servizio, tra i quali un sacello e delle piccole terme.
La posizione degli edifici è splendida, sia dal punto paesaggistico che funzionale: addossati al colle del Barberino, teatro e anfiteatro si appoggiano al pendio naturale.
Il Parco si estende per circa 20.000 mq, con aree verdi con piante e essenze arboree. All'ingresso c'è un piccolo edificio destinato all'accoglienza dei visitatori ed al personale addetto alla sorveglianza.
Si è provveduto all'allestimento del Parco, finalizzato alla sua apertura al pubblico, con una sola azione continuata e quindi attraverso un unico intervento progettuale.
Il Parco dipende dalla Soprintendenza Archeologia della Lombardia e la Direttrice responsabile è la Dott.ssa Serena Solano.

